
“Gennaro Di Palma, napoletano, di professione investigatore privato, ma prima, nel passato, di professione ex. Sissignore, ex. Ex contrabbandiere, ex poliziotto, ex tassista abusivo, ex pataccaro, ex marito. Insomma, sono un ex”. Conto in banca in rosso perenne e divisa da agente della buoncostume appesa al chiodo. Di Palma sbarca il lunario seguendo casi di poca importanza, in maggior parte tradimenti. Quando alla porta bussa un professionista in cerca di prove dell’infedeltà di sua moglie crede si tratti della solita routine, e non di un enigma in piena regola, cadavere compreso. In una Napoli ricostruita attraverso ricordi, impressioni, emozioni e sapori, un giallo scritto “con calma e per piacere”, intingendo la penna nella tradizione ironica e profondamente umana della città.
Di solito non sono molto ben disposto (o, meglio, sono un po’ prevenuto) verso personaggi dello spettacolo che di punto in bianco si mettono a scrivere. Troppo spesso i risultati non sono granché, ma vendono lo stesso parecchio guidati dalla notorietà dell’autore.
Ma Gaetano Amato sembra un attore abituato a scrivere, in particolare in ambito tetrale. E il romanzo “Il testimone” rende merito a questo nuovo autore.
Il libro viene presentato come un misto di Montalbano e Marlowe. In effetti ci troviamo a seguire le gesta, narrate in prima persona, di un investigatore privato squattrinato, mezzo delinquente, che si atteggia un po’, con uno stile colorito dal dialetto (napoletano) che crea la giusta dose di ironia.
Interessante l’apertura del romanzo, con Gennaro Di Palma che si presenta come “ex” e ci racconta brevemente la storia della sua vita costellata di scelte sbagliate e tentativi di tirare a campare. Il personaggio narrante resta subito simpatico, così come la sua portiera/segretaria/angelo custode.
In gran parte il romanzo è incentrato su passaggi legati alla vita privata di Gennaro, come per esempio le disavventure con il padrone di casa. Nella prima parte la parte poliziesca ha poco peso, anche perché succede ben poco e il tutto prepara all’omicidio che accenderà un po’ di tensione in una storia che appare più da commedia che da giallo. Ma poi il morto arriva e si crea il giusto equilibrio tra ilarità e indagine.
Certo, alla fine il giallo non è poi così contorto, ma va bene così, perché si tratta del classico giallo dove l’investigatore è più attraente dell’investigato, un po’ come in Montalbano a mio parere.
Un esordio delle avventure di Gennaro Di Palma che mi ha convinto e, come consigliato da lui stesso, ne parlo in giro, perché così magari mi verrà raccontato anche il resto 

commenti
grazie
Ti ringrazio per la benevolenza. sono già pronti i prossimi che spero gradirai in egual maniera.
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