
Accadono strane cose a Londra. Nell’orfanotrofio del crudele Mister Dombery, la piccola Emily Laing non crede ai propri occhi quando, una mattina, nella cucina incontra un ratto che le si presenta educatamente come Lord Hironymus Brewster. Un’illusione? No, perché ben presto a Emily non rimane che ammettere l’esistenza di strane creature; quando cioè è testimone del rapimento di una delle bambine del dormitorio a opera di un lupo mannaro. Con l’aiuto del ratto, nonché di un elfo di nome Maurice Micklewhite e dello scontroso alchimista Wittgenstein, Emily va alla ricerca della piccola Mara. Le tracce conducono all’Antica Metropoli, una misteriosa città sotterranea, un oscuro e pericoloso regno abitato da angeli e da antiche divinità che dominano il destino degli uomini. Ma e cosa si nasconde dietro i rapimenti di bambini che a Londra si fanno sempre più frequenti? E chi è l’inquietante sovrano dell’Antica Metropoli, il sulfureo Lycidas?
Emily Laing e l’Antica Metropoli è un romanzo che in libreria si guadagna decisamente uno spazio importante vista la mole del libro che richiama opere dello stesso genere quali Il signore degli anelli o ancora i romanzi di Jordan, ognuno ben oltre le 800 pagine.
Il romanzo però punta decisamente a un target diverso, piuttosto giovanile, tentando il confronto diretto con una serie di romanzi che ha riscosso un notevole successo mondiale: Harry Potter.
Prima ancora di iniziare la lettura ci chiediamo: un ragazzino si getterà nell’impresa di affrontare un libro così massiccio? A questa domanda sapranno rispondere i dati di vendita e, se il libro catturerà l’attenzione dei primi lettori, il passaparola farà il resto.
Noi il libro lo abbiamo letto, certo, con li occhi diversi da quelli di un adolescente, ma alcune impressioni le abbiamo raccolte ugualmente.
Lo stile di Marzi colpisce subito il lettore, anche un lettore adulto, sì. Un mix di semplicità ed eleganza, senza tralasciare un velo di ironia che sicuramente può fare effetto su qualunque lettore, soprattutto su uno giovane, capace di meravigliarsi e divertirsi con una semplicità che spesso con l’età si perde. Certo, il lettore più smaliziato sorride quando scopre che il narratore della storia, e coprotagonista, è qualcosa di più che un semplice uomo (e già, ci sono anche gli elfi) e addirittura si chiama Wittgenstein, nome che ai bambini dirà poco o nulla (più nulla che poco!), mentre a lettori con una formazione diversa richiamerà tanti altri discorsi, estranei alla trama, ma lo stesso con profondi echi di cultura.
La storia inizia in un orfanotrofio, come in tante favole di tempi dimenticati, e l’effetto di addentrarsi tra bambini soli e impauriti è efficace. Cioè, immaginiamo che un lettore di una certa età possa rimanerne colpito. Da lì a poco incontriamo un numero impressionante di personaggi stravaganti: lupi mannari, topi parlanti, elfi, ragni intelligenti e fuochi fatui.
Ma non è tutto: scopriamo presto che il destino della protagonista, la piccola Emily Laing, è legato in qualche modo alle vicende che si svolgono in un luogo meraviglioso e sconosciuto ai più: l’Antica Metropoli, una città nascosta nelle profondità di Londra, ricca di luoghi misteriosi e personaggi particolari, come il guardiano di un ponte che per permettere il passaggio sfida i viandanti con versi poetici.
Il tutto condito da interessanti concetti sul destino e il caso, in un viaggio attraverso pericoli e luoghi affascinanti.
Il romanzo rimane sempre avvincente e pieno di meraviglie, pur lasciandoci con l’unico dubbio che il tutto poteva essere contenuto in un numero di pagine più ridotto. Non perché lo stile non regga la trama, ma semplicemente perché il target ci fa pensare che una lettua un poco più snella avrebbe facilitato la lettura e, forse, l’acquisto. In effetti il tomo è pensate e non comodo da leggere. Un lettore appassionato, come il sottoscritto, non ci fa caso, ma non è detto che tutti siano dotati della stessa resistenza!
Rimane il fatto che il romanzo è piacevole e il passaparola farà la sua parte, avvicinando i lettori al libro. Che la piccola Emily Laing diventi una nuova beniamina di migliaia di lettori? A breve avremo risposta anche a questa domanda. Noi crediamo che i presupposti ci siano tutti.

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