Intervista a Gaetano Amato

Ospitiamo con molto piacere una nuova intervista a un interessante scrittore, meglio conosciuto come attore: Gaetano Amato.
Da poco è stato pubblicato il romanzo “Il testimone”, già recensito sul nostro sito. Un romanzo poliziesco, divertente e ben scritto, che abbiamo letto con molto piacere. Il romanzo, inoltre, è finalista al Premio Bancarella.
E con altrettanto piacere abbiamo scoperto la disponibilità di Gaetano Amato a soddisfare alcune delle nostre (e speriamo anche vostre) curiosità.

Benvenuto a Gaetano Amato, attore, scrittore e tante altre cose. Sei una persona molto conosciuta, in particolare per le tue apparizioni in serie tv seguitissime dal pubblico. Vuoi però farci una brevissima presentazione?

Cosa posso dire? È sempre difficile parlare di se stessi. Nasco professore di educazione fisica, parallelamente faccio altri lavori, ma il teatro prende il sopravvento e di seguito tv, cabaret e cinema. Lavoro nell’ambito televisivo teatrale e cinematografico da più di 20 anni, faccio il protagonista di puntata in innumerevoli serie televisive fino all’arrivo de “la squadra”, che mi vede tra i protagonisti e mi da una popolarità enorme. Seguono serie tv per le quali sono stato premiato come Il Grande Torino, il coraggio di angela. L’ultimo padrino, e tante altre. Ho sempre scritto per il cabaret (premio charlot e riso in italy) e collaboro con sceneggiatori tipo elvio porta e aurelio grimaldi. Scrivo il mio primo libro e arrivo in finale al bancarella.

Hai interpretato molti ruoli, dal comico al drammatico, dallo storico al poliziesco. Il tuo romanzo, “Il testimone”, è un poliziesco tinto di ilarità, dove si respira l’aria di Napoli in ogni sua pagina. Confesso che nella lettura, vedevo il protagonista Gennaro Di Palma con le tue fattezze. Quanto ho sbagliato in questa visione? In altre parole, quanto di te c’è nel tuo protagonista?

Gennaro rappresenta Napoli, è la voce di una città, è i pensieri, i ricordi. È assolutamente esatto dire che fisicamente mi assomiglia. Io scrivo per immagini e devo dare un volto a tutti i miei personaggi. A Gennaro ho dato il mio perché si porta dentro lo stesso amore che mi porto io per la mia città.

Il libro viene presentato come un misto di Montalbano e Marlowe. Quanto sei d’accordo con questo accostamento?

Ho riflettuto su questo e sono addivenuto a una risposta: se si descrive la propria terra con amore e passione si finisce per somigliarsi. La cucina, gli aspetti, il modo di essere e di vivere.

In generale, quali sono gli autori che segui di più? Quali quelli che più hanno influenzato il tuo modo di scrivere?

Sicuramente gli autori napoletani come Viviani, Eduardo, Scarpetta, Porta, i poeti come Di Giacomo, Russo hanno influito sulla mia formazione. La tradizione tutta degli autori napoletani senza per questo dimenticare gli altri, da Pirandello a Grisham, Follett, De Luca, etc. etc

Gennaro Di Palma è un personaggio che si presta a interpretare altre storie e, in chiusura del romanzo, si invita il lettore a parlare in giro del libro, proprio perché magari queste storie verranno raccontate. Dicci qualcosa di più. Quante altre avventure di Gennaro sono già pronte e cosa bolle in pentola per il futuro?

Al momento sono pronte due altre avventure e di una terza esiste una scaletta. Si tratta di storie semplici, di piccoli furti o madonnine che piangono, ma in tutte verrà fuori il lato umano di Napoli. Poi, chi sa, magari si potrà vedere in video. Vedremo.

Indicaci un libro che hai letto, un film che hai interpretato, una tua rappresentazione teatrale che avresti voluto scrivere o dirigere tu e perché.

Il libro: I pilastri della terra di Follett, Il film che “non” ho interpretato ma del quale avrei voluto far parte è C’era una volta in america, L’opera teatrale è il Masaniello di Elvio Porta. Perché questi? Perché ognuno di loro mi ha lasciato dentro tanto, troppo.

Una storia può essere raccontata in molti modi. Libro, fumetto, film, teatro e molti altri. A tuo modo di vedere quale mezzo è il più efficace e appassionante?

Tutti se usati con la giusta passione. Come dimenticare i fumetti che ci hanno accompagnato nella nostra crescita, film e teatro sono parte della mia vita, ai libri mi sto dedicando ora. Come potrei tradirne anche solo uno di questi mezzi di diffusione?

Se dovessi scegliere solo uno dei rami artistici in cui ti cimenti, a cosa andrebbe la tua preferenza?

Amo molto il lavoro di attore solo che ci troviamo in un momento particolare dove la meritocrazia non paga. Sono un po’ deluso da quello che c’è in giro. La scrittura invece mi sta dando forse più soddisfazioni di quelle che merito. Diciamo che vorrei interpretare un film del quale ho scritto la sceneggiatura tratta da un mio libro. Ho esagerato?

Ti ringraziamo molto per la tua disponibilità.

Grazie a voi.

commenti

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
  • Textual smileys will be replaced with graphical ones.
  • SmartyPants will translate ASCII punctuation characters into “smart” typographic punctuation HTML entities.
  • You may use [inline:xx] tags to display uploaded files or images inline.
  • Make collapsible text blocks using [collapse] and [/collapse].
  • You can use BBCode tags in the text, URLs will automatically be converted to links.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.


© Luca Di Gialleonardo e Andrea Franco