
Napoli, 1756. Nel tempio massonico del suo palazzo, Raimondo de Sangro, Principe di Sansevero, rinviene fra le colonne B e J un uomo e una donna interamente inceneriti, tranne i volti e gli arti. Incidente? Duplice omicidio? Vendetta contro di lui, già potentissimo Gran Maestro della Massoneria? E perché mai un granchio di mare arranca sul pavimento a scacchi dello stesso tempio? E quale messaggio celano le ossessive note d’un madrigale di Gesualdo da Venosa che, nel lontano 1590, trucidò la moglie con l’amante in quella stessa sala? Esiste forse un legame col passato? Dopo il brillante esordio ne “Il quadro dei delitti”, il Principe di Sansevero, detector d’eccezione, affronta qui una nuova indagine, muovendosi nella sua Napoli, descritta in modo vivido e pulsante, groviglio di grandezze e miserie, di intrighi e delitti. Il caso si presenta complesso fin dall’inizio e mentre Raimondo, affiancato dalla sua sagace amante, Mariangiola Ardinghelli, confuta agli inquirenti le assurde credenze dell’epoca sulla “autocombustione umana”, scopre che l’enigma dei due cadaveri è molto più intricato, umano e angosciante. Tanto da trascinarsi dietro altri raccapriccianti omicidi.
È in commercio già dal 2008, edito dalla Sperling & Kupfer, il secondo romanzo pubblicato dallo scrittore americano Nathan Gelb, con protagonista il mitico Principe di Sansevero, Raimondo di Sangro, alchimista, scienziato e uomo di lettere realmente esistito nella Napoli del ‘700. Si intitola “Delitti sotto la cenere” e segue di due anni il successo de ‘Il quadro dei Delitti’ opera di debutto, sempre col Principe nelle vesti di detective, anzi di ‘detector’ come ama definirlo l’autore. Napoli, 1756. Nel tempio massonico nascosto nel suo palazzo, Raimondo de Sangro, Principe di Sansevero, rinviene fra le colonne ‘B’ e ‘J’ un uomo e una donna interamente inceneriti, tranne i volti e gli arti. Autocombustione? Incidente? Duplice omicidio? Vendetta contro di lui, già potentissimo Gran Maestro della Massoneria? E cosa ci fa un granchio di mare sul pavimento a scacchi dello stesso tempio? E quale messaggio vogliono suggerire le ossessive note d’un madrigale di Gesualdo da Venosa che, nel lontano 1590, trucidò la moglie con l’amante in quella stessa sala? Esiste forse un legame col passato? Dopo l’esordio di successo ne “Il quadro dei delitti”, il Principe di Sansevero, indagatore atipico, ‘detector’ come ama definirlo l’autore, affronta qui una nuova indagine, muovendosi nella sua Napoli. Il caso si presenta complesso fin dall’inizio e mentre Raimondo, affiancato dalla sua acuta amante, Mariangiola Ardinghelli, confuta le assurde credenze dell’epoca sulla “autocombustione umana”, scopre che l’enigma dei due cadaveri e della successiva catena di omicidi è molto più intricato, umano e angosciante.
’Delitti sotto la cenere’ è un romanzo dalle molteplici qualità letterarie - oggi sempre più rare - che attengono in primo luogo all’uso della lingua, un italiano forbito, colto ed elegante nel quale l’autore, pur americano, scrive direttamente i suoi libri; in secondo luogo una straordinaria capacità nella costruzione di intreccio, dialoghi e personaggi, analizzati, questi ultimi, con notevole capacità di introspezione psicologica. Mirabile anche la capacità di ricostruire una Napoli settecentesca storicamente plausibile, piena di luci ed ombre, terreno di scontro delle passioni umane più estreme. Le più di 500 pagine scorrono con rapidità tra colpi di scena in dinamica successione fino ad un finale sorprendente nel quale le doti affabulatorie di Gelb si fondono con la capacità di andare a fondo nel sondare l’animo umano. Geniale la resa del protagonista, l’affascinante Principe di Sansevero che, come già detto, fu scienziato, inventore, alchimista di altissima sapienza, e la cui figura viene tratteggiata seguendo carattere, temperamento e spirito di un personaggio storicamente conosciuto soprattutto attraverso gli scritti che di lui rimangono nelle biblioteche di tutta Europa. Un libro assolutamente da leggere e da consigliare, ottima seconda prova di Nathan Gelb dopo il bellissimo e intrigante romanzo d’esordio. C’è da augurarsi che Gelb regali al pubblico dei lettori un prossimo nuovo episodio di un ciclo assolutamente coinvolgente che potrebbe avere ottime potenzialità di successo anche in una trasposizione cinematografica.
Di seguito un bel booktrailer del romanzo.
commenti
Il libro merita per davvero,
Il libro merita per davvero, per originalità, suspence. Inoltre la Massoneria con i suoi segreti la fa da padrona. Per forza, il principe San Severo che, nel romanzo funge da detective, fu Gran Mastro dei Liberi Muratori. Statevi attenti: seguite lui alla caccia dell’assassino.
sono felice che anche su
sono felice che anche su questa pregevole “Opera Narrativa”, sia stata pubblicata una recensione allo splendido libro di Nathan Gelb , prprio in occasione del 300° Anniversario della nascita del mirabile principe di Sansevero. Un libro entusiasmante davvero da leggere!
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