Quadro dei Delitti, Il - Nathan Gelb


In sintesi: 

A metà Settecento, una catena di delitti a sfondo alchemico-sessuale insanguina la Bretagna. La polizia locale è inefficiente, la Chiesa sospetta una setta satanica e vuole sgominarla, ma in gran segreto. Perciò papa Benedetto XIV affida la pericolosa missione al celebre alchimista Raimondo de Sangro, Principe di Sansevero. E nel paese maledetto l’investigatore napoletano si trova di fronte a confraternite in lotta, maniaci adoratori di reliquie, irrequieti “fantasmi”…
(Dalla scheda su Ibs)

Recensione: 

Roma, 1753. Papa Benedetto XIV invia il celebre Raimondo de Sangro, Principe di Sansevero, nella Bretagna insanguinata da una serie di orribili delitti. È una missione pericolosissima e segreta per l’improvvisato detective. Piccoletto, coltissimo, ingegno formidabile e lingua tagliente, con i suoi mille imprevedibili artifici, don Raimondo si ritroverà ad affrontare maniaci adoratori di reliquie e irrequieti “fantasmi”, cacciatori di pietre filosofali a metà strada fra alchimia e satanismo, giacché siamo al cospetto d’una setta che alterna gli alambicchi ai pugnali e agli strumenti di tortura. Tra Clisson e Tiffauges (castello del celebre Maresciallo di Francia Gilles de Rais, passato alla leggenda come Barbablù), l’eclettico alchimista don Raimondo, primo Gran Maestro della Massoneria italiana e studioso di cabbalah, dovrà affrontare uno spietato serial killer, che smembra le proprie vittime, marchiandole con oscuri geroglifici.
Il temibile avversario si cela dietro un elmo d’oro e possiede una singolare qualità. Per smascherarlo, bisognerà dar fondo a conoscenze antiche e a molti artifici: dal refrain d’una canzonetta ad una perizia grafologica, da droghe che provocano sconcertanti visioni fino ad una novità inaudita (per l’epoca), quale è lo studio di alcune impronte digitali…
Ma quale mistero contengono due ampolline, vecchie duemila anni, provenienti dal tesoro dei Templari? Cosa nascondono un’antica abbazia benedettina e il castello di Barbablù? E perché, su tutto, incombe un quadro del fiammingo Bosch, che sembra recare soltanto morte, follia, maledizioni?
Intrico di passioni, ambizioni e omicidi, questo appassionato libro è un originalissimo noir storico, scritto in lingua italiana (emozionante novità!) con ritmo e maestria da un americano plurilingue colto e simpatico. Spetterà al Principe esplorare a fondo i labirinti del crimine e gli abissi della colpa, dipanando la ragnatela indiziaria, al di là di ogni ragionevole dubbio. Il romanzo, costruito come vortice, dapprima dissimula il pericolo, poi lentamente stringe, risucchia e travolge. E quando la pirotecnica serie dei colpi di scena avrà esaurito ogni rivelazione, il lettore si troverà faccia a faccia con la verità senza maschera.
Una verità che sembra quasi il tassello mancante del “Codice da Vinci”. Una verità che l’ineffabile e inconsistente Dan Brown non poteva conoscere, perché autenticamente recuperata dal passato.

commenti

bello!

l’ho letto anche io nei giorni scorsi e l’ho trovato di clamorosa bellezza, oscura intensità, tenebrosa passione… un noir che dell’alchimia fa scempio e tesoro per insegnarci qualcosa di noi, alla luce della perenne ricerca della pietra filosofale! straordinari i personaggi, fra i quali spicca - inarrivabile - il Principe di Sansevero che incomincia le indagini in maniera del tutto originale e stupefacente… comnplimenti all’autore Gelb

Viva la differenza!

Dunque, abbiamo due autori americani, uno che si chiama Dan e uno che fa per nome Nathan. Il primo è abbastanza ignorante ma furbetto e quando scrive francamente non è una cima; il secondo è molto colto e quando scrive si lascia leggere con totale appagamento per ritmo, lessico e stile. Il primo ha venduto milioni e milioni di copie; il secondo non lo so (glielo auguro!) ma sicuramente meno. Il primo ha scopiazzato da un bel po’ di libri precedenti (e anche se ha vinto quella causa-farsa, è certissimo che i suoi deterrenti avessero mille e più ragioni), ma non ha ancora capito se ciò di cui parla nei suoi romanzi è roba vera o romanzata; il secondo ha scritto questo noir e da ciò che scrive conosce bene argomenti come Alchimia, Ordine dei Templari, Principe di Sansevero eccetera eccetera…
Oltretutto, se ho capito bene, in questo “Il quadro dei delitti” esiste più di uno sfottò indirizzato a Dan Brown, ed è un piacere gustoso leggerli! A me, per quel che conta (ma si sarà capito a questo punto…) è piaciuto il Quadro a scapito del Codice!

IL QUADRO DEI DELITTI -- LIVELLI DI LETTURA

Ho appena finito di leggere il romanzo e sinceramente ritengo la recensione quantomeno superficiale. Il Quadro dei delitti è, a mio avviso, ben altro, quantomeno si presta a vari livelli di lettura che mi sembra non siano stati minimamete colti. Occorre saper distinguere tra la trama del romanzo, dal fatto, e ciò che è presente sotto la trama forse riservato solamente a coloro che “hanno occhi per vedere”. L’autore fa dei riferimenti precisi a dei rituali ancora in uso, piccoli particolari che non possono che sfuggire ai più.
Il satanismo poi non c’entra assolutamente nulla e scusatemi non esiste una metà strada tra alchimia e satanismo…casomai esiste una via iniziatica mal percorsa, non è un caso poi che l’autore più volte usa il termine soffiatori. Il messaggio contenuto tra le righe riguarda, sempre a mio modestissimo avviso si intende, l’ordine dei cavalieri del tempio ed il principio della continuità, della trasmissione, non è certamente un caso che tutti i personaggi di maggior rilievo siano massoni.
Consiglio di leggere con attenzione La tradizione ermetica di J.Evola e l’opera di Guenon, magari Oriente ed Occidente … poi di rileggere il quadro dei delitti.
Dimenticavo … Primo gran maestro della massoneria è una carica che non esiste.
Sarebbe auspicabile non parlare o scrivere di ciò che non si conosce se non per sentito dire.
un cordiale saluto ed a disposizione per qualsiasi chiarimento

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© Luca Di Gialleonardo e Andrea Franco