[inline:1=La copertina del libro]Titolo: Mr. Thanatos
Autore: Angela Petrone
Editore: Lufilth
Anno di pubblicazione: 2006
Pagine: 72
Prezzo: € 8,00
In sintesi:
Mr. Thanatos narra le vicende di un Frate impotente, umile, devoto ma non ancora Santo. Sedotto da una meretrice che brama anch’essa la beatificazione, il Religio-so abbandonerà il monastero per trasferirsi in un seminterrato con l’amante.
La Donna però, presto si rivelerà fedifraga, tradendo il Frate con innumerevoli uomini.
Il Pio uomo è perennemente combattuto nel suo rapporto con Domineddio, poiché continua ad aspirare alla santità, ma la passione per la Donna è stata più forte della passione religiosa. Tormentato dalla devozione masochista, dalla reverenza sadica verso la Donna, dal rimorso per l’abbandono del saio, sarà poi in continuo conflitto con la traditrice.
Scoprirà in seguito i tradimenti dell’amata e si tramuterà in cieco carnefice, ricoprendola di ingiurie e sevizie.
Improvvisamente un Feto, figlio abortito della compagna del Frate, non più morto, ma poi ritornato per vendicarsi della Genitrice assassina e tossicodipendente, peggiorerà rovinosamente la ferocia dell’aguzzino, che ricongiungerà la Madre ed il Figlio cucendogli insieme i rispettivi cordoni ombelicali.
Solamente l’arrivo di un vendicatore con sembianza da Armadillo e abiti Cardinalizi cesserà le violenze, ponendo il Frate sull’altare e proclamandolo Santo.
Taccioni i Santi,
mai sazi,
quando le reliquie scadono.












commenti
Mr.Thanatos
Masterpiece assoluto, uno sputo sulla morale, la purezza espulsa dal retto, un’anatema “erga omnes”. Fatelo vostro, o perite ignari.A.
Mr.Thanatos
Carne: elaborata e vissuta sotto i diversi aspetti del piacere, del dolore, della sofferenza, del castigo. Il peccato della carne punito con una purga spirituale infilzata nella carne medesima.
Materia, corpo, sangue, spiritualità… sono questi gli elementi che costituiscono il leit-motiv di Mr Thanatos: un viaggio feticista sull’uomo, Rostock, carnefice/vittima del suo stesso ego sadico, patetico e misogino, in conflitto con un perverso “odi et amo” tra spirito-espiazione e corpo-lussuria.
Signore e signori, Mr Thanatos vi offre la possibilità di perdervi e ritrovarvi nel pasticcio disgustoso dell’uomo, fatto di sangue, feci e organi dilaniati.
Il cut-up poi non vi permetterà alcuna remota scelta di evadere da questo vorticoso limbo, nauseabondo e raccapricciante.
Neural
commento
ottimo lavoro estremo,ne apetto un altro..
marcio,inquinante,profano.
marcio,inquinante,profano.
tecnica narrativa sopra la media da leggere e immaginare tubi metallici maleodoranti che sgocciolano grasso benedetto in una cantina maleodorante dove due figure sacre sgraziate ci conducono negli abissi della depravazione-benedizione(questa e solo una libera interpretazione)OTTIMO
SIC-HELL
Commento Mr. Thanatos
Stupendo! Mr. Thanatos è un’immagine doppia, contemporaneamente asettica/tagliente e sporaca/morbosa. Il racconto di una pulsione portata all’estremo Un tragitto obbligato che percorre tutti gli estremi di questa puslione, dalla morbosità alla vocazione… fino alla vendetta. Ottima prova che riconferma l’autrice. NOISER
Del talento santificato.
Se Martirya-Grand Guignol (nel volumetto collettaneo “Vorticosamente”) ci aveva fatto godere nella sua esplosione di isteria sanguinolenta, “Mr. Thanatos” rappresenta un passo in avanti per un’Autrice ben più che promettente.
Penna raffinata e affilata, tagliente come un rasoio, Angela Petrone si lancia in una vivisezione concettuale di quella “santità” tanto cara a certe anime difettose eredi del volto peggiore del Medioevo.
Brutto affare, la santità, più che altro perchè oggi è diventata una questione democratica, mascherata per giunta da (de)meritocrazia. Eppure un tempo la santità era ben altra cosa, e non necessitava di belletto né di roboanti acclamazioni popolari in note piazze italiche usurpate da allogeni habituée di finestre & balconate… era un fatto, tutto qui; un fatto assolutamente eccezionale, della serie uno su un miliardo.
E soprattutto ciò che era santo era, per ciò stesso, intoccabile, munito, naturalmente e spontaneamente fortificato. Cui prodest avere santi di cartapesta?
Frate Rostock, anima malata, è un aspirante santo; un dilettante, o forse no, un Dolcino in un ’futuro’ imprecisato, diciamo -per simpatia- di un 2020 era volgare fatto di ipotetici innesti neurali e organi intercambiabili, a maggior gloria del dolore, santificato anch’esso, e della depravazione/deprivazione di qualsivoglia dignità soggettiva. La sua Margherita, una baldracca adusa alla cornificazione sistematica con fraticelli bavosi dall’animo corrotto, è posta sull’altare e poi ieraticamente scagliata nella merda dal monaco impotente, questo novello Mengele dello “spirito”, questo seviziatore morale cui ben si applica l’appellativo di Mr. Thanatos, avvezzo a ricucire feti e iniettare morfina nell’organismo devastato della sua pupilla. Amata e disprezzata, la ierodula chiede pietà al Figlio mai nato, che ne divora le carni in una sorta di incesto cannibalico pregno, volendo, di una forte carica simbolica.
Sarà il Cardinale, questo ambiguo monolitico anghelòs in sottana talare, a proclamare Santo il martire Rostock compiendo, orrore supremo, la più innaturale delle inversioni nel ricucire al suo ventre il feto rigettato dalla Madre e così unendo attraverso un impossibile cordone ombelicale “Padre” e Figlio, nell’abiezione della Madre.
Immagine potente, che lascia un po’ l’amaro in bocca a chi, come il sottoscritto, ha per qualche stano motivo sperato in una sorta di “riabilitazione ex-post” della Verginella in chiusura del volumetto, e tuttavia profondamente evocativa e capace di consacrare (o santificare?) il talento di una scrittrice fuori dal comune, capace a cavallo tra 2006 e 2007 (mirabile dictu) di farsi uno stile suo.
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