
Il Dhammapada, o “Sentiero della Legge”, è uno dei testi più conosciuti di tutta la letteratura buddhista e uno dei più antichi del Canone pali: un’antologia di oltre quattrocento detti di Gautama il Buddha che è diventato testo di riferimento e oggetto di studio e interpretazioni. Buddha non predicò una religione, né insegnò una filosofia come sistema di pensiero, offrì invece una spiegazione dell’infelicità umana e mostrò una pratica per liberarsene: “la Via del Buddha”. La liberazione, che è essenzialmente libertà da se stessi, si realizza attraverso la meditazione e il risveglio dal sonno della coscienza. Le parole del Maestro del VI sec. a.C. sono qui commentate dal Maestro moderno Osho.
(Dalla scheda su Ibs)
Molto spesso ho sentito il desiderio di approfondire la mia scarsissima conoscenza sul buddhismo, questa particolare filosofia di vita (o religione) che con i suoi dettami è capace anche e soprattutto di far ragionare.
E così questo libro dal titolo affascinante, La mente che mente, mi ha attirato, ho sfogliato qualche pagina e l’ho comprato, finalmente deciso ad andare a fondo.
Difficile fare una recensione a un libro del genere e indubbiamente impossibile farne un sunto. Però molte pagine vanno lette almeno due volte, per assaporarne la verità e… a proposito di verità, tiro in ballo proprio una delle frasi che mi hanno convinto all’acquisto: ”Buddha è un non credente. Non è un ateo, né uno che crede, come i preti di tutte le tradizioni: è agnostico, è aperto. Questo è il suo grande dono al mondo: essere aperti alla verità”.
Un libro interessante, a prescindere da quello in cui crediamo.
Buona lettura

commenti
Osho
Ho letto un paio di libri di Osho e vi assicuro che e’ interessante qualsiasi sua lettura, egli stesso si definisce nel libro “La Canzone della Vita” la fusione tra Epicuro e il Budda.
La cosa unica che ha trovato in lui e ho visto interessantissima e il suo riuscire a vivere tanto nella dimensione Materiale quanto in quella Spirituale, senza stupidi compromessi.
La Mente che Mente non l’ho letto, ma dagli altri testi emerge una visione ostile alla mente, barriera che impedisce all’ uomo la naturalita’ e il ricongiungersi col suo vero esere.
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