Nuova intervista a un nuovo, anzi, nuovissimo, editore abruzzese che fa della libertà di espressione la sua bandiera. Parliamo di Neo Edizioni [1], alla quale abbiamo posto le nostre solite domande.
[ON]: Buongiorno, prima di spingerci a fondo con le domande specifiche, parlateci della vostra casa editrice: chi siete, quando avete fondato l’etichetta, in che città è la vostra sede…
[Neo]: Siamo due giovani editori provenienti da diversi percorsi formativi. Un esperto di marketing e comunicazione; un giornalista con velleità letterarie; entrambi feroci amanti dell’oggetto narrativo Scopo complessivo dell’intero progetto editoriale è dimostrare la possibilità di un’alternativa alla produzione letteraria convenzionale. Un’alternativa capace di maturare una letteratura priva di dettami e condizionamenti, di ipocrisie e riverenze, di tradizionalismi e prudenza. Abbiamo fondato la casa editrice nel giungo del 2007. La sede operativa è a Castel di Sangro (AQ) a metà strada tra Roma, Napoli e Pescara. Un invito a rivalutare tutto ciò che è periferico.
[ON]: Un editore, soprattutto se ha pochi mesi di vita alle spalle, deve senz’altro fare delle scelte mirate e molto probabilmente il catalogo sarà costruito in modo da coniugare spese ed esigenze di vendita. A cosa puntate? Quali generi letterari proporrete ai vostri lettori e che tipo di autori?
[Neo]: Miriamo a proporre lavori insoliti, che abbiano in sé una marcata nota di originalità ma che dimostrino una grande competenza narrativa. Per ora puntiamo su romanzi di varia, raccolte di racconti, poesie e fumetti. I nostri autori non hanno limite d’età, di sesso e sconsideratezza.
[ON]: Lo sappiamo, non è facile entrare nella grande distribuzione, anche perché uno dei requisiti fondamentali è un catalogo ricco (con molte uscite programmate nel corso dell’anno) accompagnato da una tiratura piuttosto elevata. Quali saranno i vostri obiettivi? Quanti titoli, quale tiratura e quali obiettivi di distribuzione?
[Neo]: Vorremmo, entro breve, arrivare a pubblicare almeno 8 titoli all’anno. Per ognuno di questi è prevista una prima edizione di 1000-2000 copie, a seconda del titolo e della capacità di penetrazione nel mercato. Per i primi tempi ci appoggeremo a vari distributori regionali. Quando il nostro catalogo sarà abbastanza guarnito, tenteremo di entrare nelle grazie dei distributori nazionali, con un occhio di riguardo alla PDE (che ci sembra abbia una distribuzione più capillare di Messaggerie).
[ON]: Dovendo prendere a modello un altro editore, o una collana particolare (o un autore, perché no?) che nomi fareste?
[Neo]: I primi passi di Alberto Castelvecchi furono interessanti. Ci piace anche la filosofia della ISBN. La Sugarco degli anni ’70 fu molto coraggiosa…si, in definitiva, tutto si riduce a questo.
[ON]: Un libro non è fatto solo di storie raccontate, ma anche di cura dei dettagli. Che rapporto avete con la fase di editing, con la cura della veste grafica… avete una linea guida da seguire rigidamente quando preparate un libro (grafica dei dialoghi, “d” eufoniche, impaginazione…) oppure come fanno molti piccoli editori preferite pubblicare un numero maggiore di titoli (si spera sempre di buona qualità narrativa) a discapito della coerenza grafica degli stessi?
[Neo]: Per le copertine e la veste grafica, stiamo valutando un ventaglio di artisti cui affidare le collane. Tra l’altro, avendo creato un forum del Neo (www.neoedizioni.it/forum [2]), coinvolgeremo gli utenti per avere opinioni e consigli che crediamo preziosi per questo tipo di scelta. Per quanto riguarda il lavoro di editing, cercheremo di intervenire il meno possibile. Crediamo che l’editor debba essere un cesellatore e un consigliere, non un despota che riscrive l’opera dell’autore ex novo. In questo modo scongiureremo il pericolo di pubblicare dei libri-cloni rispondenti al solo gusto dell’editor. Chiaro che dove si dovrà intervenire, s’interverrà.
Per quanto riguarda ciò che chiami linea guida, non pensiamo di mantenerne una rigida. Mi spiego. I dettagli saranno valutati testo per testo. L’impaginazione può variare a seconda delle esigenze e anche la grafica dei dialoghi può richiedere accorgimenti diversi. La “d” eufonica, in linea di massima, la odiamo ma ci sono casi in cui è impossibile ometterla. Pensiamo che la coerenza grafica dei testi vada ricercata caso per caso. Avere una coerenza grafica per tutti i testi è, a nostro parere, abbastanza incoerente, discorso diverso per le copertine che rappresentano il nostro biglietto da visita.
[ON]: Qual è un libro che avreste voluto pubblicare voi, e perché?
[Neo]: Difficile sceglierne uno. Se proprio dobbiamo indicare un’opzione, senza dubbio “Le particelle elementari” di Michel Houellebecq. Perché è coraggioso, universale, coinvolgente e scritto da paura.
[ON]: E il libro che non vorreste mai nel vostro catalogo, e perché?
[Neo]: Non siamo abituati a parlar male del prossimo. Diciamo che non avremo mai nel nostro catalogo i libri poco sinceri.
[ON]: In che modo promuoverete i vostri titoli?
[Neo]: Sfruttando al massimo le possibilità della rete attraverso mailing list, e, soprattutto, cercando di creare discussioni e confronti sia sul titolo in questione, sia sulla storia di quel titolo e dell’autore che lo ha scritto.
Imprescindibili saranno le presentazioni che sono, di volta in volta, pensate ad hoc. Dunque grande lavoro di fantasia e coinvolgimento a seconda della “tappa” e del luogo: l’idea è di mandare il titolo in turnè.
A ciò si aggiunge il necessario lavoro di Ufficio Stampa ed il proposito di sposare un certo titolo ad eventi che possano rappresentarlo. Un titolo preciso, e non la generica Neo Edizioni ad esempio, che diventa sponsor.
[ON]: Punterete ad autori emergenti oppure avete in progetto di presentare ai vostri lettori anche autori già conosciuti? Quali sono le regole che un autore deve rispettare per proporvi le sue opere?
[Neo]: Puntiamo su autori emergenti e non. La regola cui i nostri autori devono prostrarsi è di non avere regole e non aver alcuna paura di osare.
[ON]: Ora una domanda scomoda, ma che non possiamo non porvi. Ci piace essere sempre onesti con i nostri lettori. Un autore che volesse pubblicare presso le vostre edizioni in che termini verrà coinvolto nell’operazione (qualora la qualità della sua opera vi soddisfi, ovvio)? Più chiaramente: chiedete contributi di spesa o richiedete l’acquisto di un numero minimo di copie per dare a un autore la possibilità di pubblicare con voi? E in tal caso, potreste darci un’idea del “quanto” un autore debba esporsi?
[Neo]: Non chiediamo alcun contributo da parte dell’autore. Abbiamo a cuore la sua dignità e aborriamo chiunque faccia editoria sulle spalle di chi ha una passione letteraria.
Crediamo anche che l’autore debba nutrire per il suo lavoro la nostra stessa passione in fatto di “trovate” promozionali. Un dialogo dunque sempre aperto.
[ON]: Purtroppo non tutti i libri hanno il successo che si meritano. Per quanto tempo continuate a mantenere in catalogo un libro, anche se le vendite sono inferiori alle aspettative? Cosa succede alle copie in magazzino e ai diritti sull’opera alla scadenza di questo infausto termine?
[Neo]: Ora come ora ci è difficile fare previsioni del genere. Per i primi anni il catalogo non avrà un gran numero di titoli. Inoltre un libro, a differenza di altri prodotti, ha un ciclo di vita difficilmente ipotizzabile. In linea di massima quel titolo sarà sempre presente nel nostro catalogo (dunque acquistabile on-line) e nel nostro magazzino, e qualora il turnover richiesto dalla distribuzione/libreria sarà più veloce rispetto alle nostre aspettative ipotizziamo formule di sconto pur di allungare i tempi o le occasioni di presenza e permanenza del titolo in questione. C’è anche da dire che la libreria non è l’unico momento di incontro/acquisto tra titolo e lettore.
Per il rinnovo dei diritti sull’opera poi le variabili sono tante, certo l’esiguità delle vendite è una variabile importante ai fini del rinnovo, ma non è l’unica. Tra l’altro il rinnovo sui diritti può prevedere anche termini diversi rispetto alla prima formula di sfruttamento. Dunque ci è difficile dare una risposta definitiva a questa domanda. Ogni titolo verrà valutato caso per caso alla luce di diverse considerazioni.
[ON]: Partecipate a fiere oppure organizzate eventi per promuovere i titoli del vostro catalogo?
[Neo]: La partecipazione a fiere crediamo sia un momento fondamentale perché la fiera diventa un confronto diretto tra editore e pubblico e tra editore ed editore. Chiaramente ogni fiera ha sue peculiarità e queste diventano importanti per operare delle scelte. Per dire che con un catalogo di 6 titoli difficilmente penseremo di partecipare alla Fiera di Torino.
Per quanto riguarda la partecipazione o l’organizzazione di eventi, la ricchezza del catalogo passa in secondo piano mentre diventa centrale la natura del titolo: bisogna soltanto sposare le due nature, un matrimonio che noi riteniamo fondamentale e divertente.
[ON]: Credete nella promozione in rete? Oltre a OperaNarrativa naturalmente, ritenete che ci siano valide vetrine per editori e autori emergenti?
[Neo]: La promozione in rete offre maggiore libertà sia in termini di soluzioni e trovate sia in termini di costi. La stessa vetrina che la rete offre spesso assicura una visibilità altra rispetto a quella classica, una visibilità destinata ad un altro pubblico. C’è da dire anche che la vendita online sta prendendo piede e rappresenta per noi una fonte maggiore di guadagno, dunque la speranza è che le abitudini d’acquisto cambino velocemente e sempre di più si realizzino sulla rete. Tuttavia, ora come ora, è da pazzi pensare di poter fare a meno della presenza in libreria.
[ON]: Pensate di promuovere anche qualche premio letterario con in palio la pubblicazione? O di associarvi a un’organizzazione e pubblicarne le opere migliori?
[Neo]: Per ora no.
[ON]: Dovete invitare un lettore a “provare” la qualità del vostro lavoro. Consigliateci un titolo che ci possa lasciare con un senso di soddisfazione appagante.
[Neo]: Siamo in fase di start up. Non abbiamo ancora un titolo adatto allo scopo. Quando l’avremo, lo consiglieremo.
[ON]: C’è una domanda che non abbiamo fatto, ma alla quale avreste voluto rispondere? Be’, come direbbe un noto presentatore, fatela e rispondevi, siamo curiosi.
[Neo]: Neo sta per nuovo? Anche, ma soprattutto sta per macchia epidermica. Per segno di fascino o punto oscuro.
[ON]: Un obiettivo futuro?
[Neo]: Concorrere a determinare un grado accettabile di libertà nell’espressione.
[ON]: Bene, non ci resta che salutarvi… grazie per la disponibilità.
[Neo]: Grazie a voi e complimenti per l’iniziativa.
Links:
[1] http://neoedizioni.it/
[2] http://www.neoedizioni.it/forum