Il vecchio che legge
Soggetto, Sceneggiatura e Disegni: Fabio Celoni
Sulle tracce di un vecchio uomo sparito nel nulla, Dylan si perde in un incredibile viaggio ai confini della vita, tra i sogni e gli incubi, le speranze e i rimpianti, di chi, giunto ai suoi ultimi giorni, ha ancora sulla coscienza un grande peso che, come un’ancora, lo trattiene in un mondo al quale non appartiene più.
Blatte
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Franco Saudelli
Un nuovo incubo per l’indagatore dei medesimi, che questa volta si trova a combattere contro un’invasione di scarafaggi particolarmente aggressivi e intelligenti. Chiedere l’intervento di alcuni disinfestatori professionisti sembra l’unica scelta possibile, finché questa idea non si rivelerà un terribile errore dalle micidiali conseguenze…
Tueentoun
Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Bruno Brindisi
Una notte buia e tempestosa, un tuono e un urlo. È con un inizio un po’ scontato che comincia questa nuova agghiacciante avventura dell’inquilino di Craven Road, prigioniero di un villaggio i cui abitanti custodiscono un terribile segreto che Dylan e Groucho dovranno svelare, se vogliono uscire vivi dai confini del paese.
Per una rosa
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Pietro Dall’Agnol
Sulla strada per casa, il maggiolino di Dylan lo lascia nuovamente a piedi, e proprio nel mezzo del nulla. In un luogo surreale dove non tarda a fare la sua comparsa il primo di una serie di incredibili personaggi: uno strano ragazzino che addomestica le volpi e che chiede a Dylan di disegnargli una pecora…
Dopo un po’ di tempo torniamo a parlare di un albo di Dylan Dog (il tempo è poco e recensire tutti gli albi non è facile). Questo però contiene 4 storie ed è uno speciale, quindi ci siamo detti: perché no?
Il Gigante n. 18 nel complesso è piacevole e si legge molto velocemente. Vediamo le storie nel dettaglio, però.
L’abo si apre con “Il vecchio che legge”, realizzata interamente da Fabio Celoni. Ottimo inizio, dobbiamo dire, ma la storia si perde abbastanza rapidamente, scivolando verso un finale che poi lascia un po’ così. Dobbiamo dire che abbiamo trovato ottimi, eccezionali, i disegni di Celoni, ma la storia ha lasciato molto a desiderare. Per fortuna il fumetto è fatto anche di disegni così almeno questi ce li siamo goduti. Ma non basta.
La seconda storia è breve e si intitola “Blatte”. Simpatica e surreale, come la maggior parte delle storie brevi (qui scritta da Gualdoni). E infatti è proprio in queste che negli ultimi anni ritroviamo il vero DYD, con un mix di horror, umorismo e in questo caso anche con un’ottima “matita” con l’ottimo Saudelli.
La terza storia, “Tueentoun” è la migliore dell’albo. Ma questo potevamo dirvelo solo guardando gli autori: Paola Barbato per la storia e Bruno Brindisi ai disegni. Difficile trovare un’accoppiata migliore (forse negli ultimi anni solo in un altro Gigante, con Wood/Freghieri). Storia molto bella e in perfetto stile con il Dylan dei primi anni. Forse in un albo della serie regolare sarebbe stata notata di più e avrebbe soddisfatto parecchi lettori.
L’albo si chiude con un’altra mini storia, scritta da Di Gregorio: “Per una rosa”. Niente di eccezionale, ma carina, nulla di più. Quello che abbiamo apprezzato maggiormente è lo stile più chiaro di Dall’Agnol alle matite, decisamente più caotico nei primi anni (e a me adesso più gradito, ma è una questione di gusti). Forse una storiella un po’ debole, un po’ scontata. Ma alla fine ci strappa un 6 tirato. Buona la copertina del solito Angelo Stano.
Nel complesso, albo piacevola. 5 euro e spicci spesi bene, con 240 pagine, 4 storie, qualche eccellenza. Direi che può bastare.
Buona lettura

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[1] http://www.operanarrativa.com