La copertina del libro [1]Titolo: Nihal della Terra del Vento. Cronache del Mondo Emerso. Vol. 1
Autore: Licia Troisi
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2004
ISBN: 8804528850 / 8804544562
Pagine: 380
Prezzo: € 16,00 / 8,40
In sintesi:
Nihal è davvero strana, nel Mondo Emerso sembra non esserci nessuno come lei: grandi occhi viola, orecchie appuntite, capelli blu. àˆ stata cresciuta da un armaiolo e vive in una delle tante città -torri della Terra del Vento, giocando a combattere insieme a un gruppo di amici che l’ha eletta capo per la sua forza e agilità . Ma tutto cambia all’improvviso quando la Terra del Vento viene attaccata dal Tiranno, il despota che già ha conquistato cinque delle otto Terre che compongono il Mondo Emerso. A nulla vale la resistenza dell’esercito dei popoli liberi, né i maghi che cercano di proteggere le città con incantesimi. A Nihal rimane solo una scelta: diventare un vero guerriero e difendere gli innocenti che rischiano di cadere sotto il potere del Tiranno.
Ricordo molto bene il giorno in cui vidi il bel viso di Nihal in cima a una pila di libri nuovi di stampa. C’è una cosa da ammettere, l’intera saga della Troisi mostra copertine davvero niente male, ottimamente disegnate e che attirano l’attenzione.
Ma non furono solo la copertina e le piacevoli fattezze di Nihal ad attirare la mia attenzione
, bensì fu il nome dell’autrice: Licia Troisi.
Un nome italianissimo come di rado si leggono su romanzi fantasy editi da colossi come la Mondadori. Quando poi lessi nel risvolto di copertina che Licia era una giovanissima esordiente provai un moto di speranza (se la Mondadori pubblica giovani esordienti fantasy allora ho una possibilità) misto a rosicamento (perché lei sì e io no?).
Pochi giorni dopo, seppi che a Roma era prevista la presentazione del libro con l’autrice presente. Fu un’ottima occasione per conoscerla e ascoltare la storia di questa pubblicazione.
Le Cronache nascono come romanzo unico, un bel mattone che Licia aveva inviato alla Mondadori senza troppe speranze. L’editore, valutata la qualità del testo aveva però deciso di spezzare in tre libri il volume unico, creando una trilogia.
Questa mossa, da alcuni definita una bieca trovata commerciale, ha in effetti avuto effetti non positivissimi sulla storia. Come la stessa Licia aveva ammesso durante la presentazione, alcuni personaggi finiscono per risultare, al termine del primo libro, poco approfonditi. Forse a causa della poca esperienza, infatti, alcune introspezioni che in un volume unico hanno ragione di essere diluiti nel corso dell’opera, tendono a lasciare un po’ a bocca asciutta dopo la lettura di un terzo dell’intera storia.
Ammetto tuttavia che il libro non mi ha affatto deluso. Non faccio parte dell’orda di lettori innamorati della saga, ma neppure milito tra i detrattori della Troisi (basta leggere i commenti su per farsi un’idea di quanto affermo).
A mio avviso la Troisi, malgrado alcune indecisioni dovute all’inesperienza, riesce a fondere nelle avventure della guerriera dalle orecchie a punta tante delle sensazioni tratte dai suoi interessi. Appaiono evidenti richiami alle saghe fantasy dei manga giapponesi, in particolare di uno dei manga che preferisco: Berserk.
Nihal è un misto tra i personaggi di Caska e Gatsu, o almeno io ho avuto questa impressione e mi chiedo se altri amanti del manga sono di questo avviso. Come Caska, Nihal cerca di nascondere la sua femminilità sotto un’armatura, ma non riesce a reprimere sentimenti di un amore non corrisposto. Come Gatsu, in battaglia viene assalita dalla furia e combatte con una ferocia che spaventa chi le sta accanto.
Accanto a Nihal troviamo altri personaggi più o meno interessanti. Sennar, che avrà un ruolo importante nel secondo libro, Laio e lo gnomo Ido, forse il personaggio migliore della saga.
In questo primo romanzo vediamo la nascita della Nihal guerriera, la seguiamo nella scoperta delle sue origini, fino ai difficili tentativi di entrare nell’accademia per diventare un vero soldato. Mi fermo per non rovinare la lettura, ma le avventure in questo primo libro non finiscono qui.
Questo romanzo mostra di essere un’opera prima, con alcune imperfezioni, ma certo il livello finale è gradevole e la lettura procede spedita, specialmente per chi apprezza il fantasy giapponese.
Al termine avevo voglia di leggere il seguito e penso che questo sia segno di gradimento.

Ricordo molto bene il giorno in cui vidi il bel viso di Nihal in cima a una pila di libri nuovi di stampa. C’è una cosa da ammettere, l’intera saga della Troisi mostra copertine davvero niente male, ottimamente disegnate e che attirano l’attenzione.
Ma non furono solo la copertina e le piacevoli fattezze di Nihal ad attirare la mia attenzione
, bensì fu il nome dell’autrice: Licia Troisi.
Un nome italianissimo come di rado si leggono su romanzi fantasy editi da colossi come la Mondadori. Quando poi lessi nel risvolto di copertina che Licia era una giovanissima esordiente provai un moto di speranza (se la Mondadori pubblica giovani esordienti fantasy allora ho una possibilità) misto a rosicamento (perché lei sì e io no?).
Pochi giorni dopo, seppi che a Roma era prevista la presentazione del libro con l’autrice presente. Fu un’ottima occasione per conoscerla e ascoltare la storia di questa pubblicazione.
Le Cronache nascono come romanzo unico, un bel mattone che Licia aveva inviato alla Mondadori senza troppe speranze. L’editore, valutata la qualità del testo aveva però deciso di spezzare in tre libri il volume unico, creando una trilogia.
Questa mossa, da alcuni definita una bieca trovata commerciale, ha in effetti avuto effetti non positivissimi sulla storia. Come la stessa Licia aveva ammesso durante la presentazione, alcuni personaggi finiscono per risultare, al termine del primo libro, poco approfonditi. Forse a causa della poca esperienza, infatti, alcune introspezioni che in un volume unico hanno ragione di essere diluiti nel corso dell’opera, tendono a lasciare un po’ a bocca asciutta dopo la lettura di un terzo dell’intera storia.
Ammetto tuttavia che il libro non mi ha affatto deluso. Non faccio parte dell’orda di lettori innamorati della saga, ma neppure milito tra i detrattori della Troisi (basta leggere i commenti su per farsi un’idea di quanto affermo).
A mio avviso la Troisi, malgrado alcune indecisioni dovute all’inesperienza, riesce a fondere nelle avventure della guerriera dalle orecchie a punta tante delle sensazioni tratte dai suoi interessi. Appaiono evidenti richiami alle saghe fantasy dei manga giapponesi, in particolare di uno dei manga che preferisco: Berserk.
Nihal è un misto tra i personaggi di Caska e Gatsu, o almeno io ho avuto questa impressione e mi chiedo se altri amanti del manga sono di questo avviso. Come Caska, Nihal cerca di nascondere la sua femminilità sotto un’armatura, ma non riesce a reprimere sentimenti di un amore non corrisposto. Come Gatsu, in battaglia viene assalita dalla furia e combatte con una ferocia che spaventa chi le sta accanto.
Accanto a Nihal troviamo altri personaggi più o meno interessanti. Sennar, che avrà un ruolo importante nel secondo libro, Laio e lo gnomo Ido, forse il personaggio migliore della saga.
In questo primo romanzo vediamo la nascita della Nihal guerriera, la seguiamo nella scoperta delle sue origini, fino ai difficili tentativi di entrare nell’accademia per diventare un vero soldato. Mi fermo per non rovinare la lettura, ma le avventure in questo primo libro non finiscono qui.
Questo romanzo mostra di essere un’opera prima, con alcune imperfezioni, ma certo il livello finale è gradevole e la lettura procede spedita, specialmente per chi apprezza il fantasy giapponese.
Al termine avevo voglia di leggere il seguito e penso che questo sia segno di gradimento.

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[1] http://www.operanarrativa.com/files/nihal.jpg